“Custodire l’Immateriale” e le attività dell’Archivio MAD – Memorie Audiovisive della Daunia per prendersi cura della memoria e consegnarla alle nuove generazioni. Le politiche europee puntano sulla digitalizzazione degli archivi perché la memoria rappresenta un elemento identitario.

Prendersi cura della memoria, recuperarla e consegnarla alle nuove generazioni diventa sempre più importante. Perché la memoria non solo è utile per capire il passato e sistematizzare il presente, ma rende chiaro anche il futuro. È da questa consapevolezza che parte la seconda vita di MAD Memorie Audiovisive della Daunia, l’archivio digitale fondato da Luciano Toriello – che raccoglie documenti audiovisivi relativi alla storia e alle tradizioni etno-antropologiche del territorio della Daunia dal secondo ’900 ad oggi – risultato tra gli Organismi Culturali e Creativi aggiudicatari di un finanziamento dell’Unione europea-Next Generation EU, nell’ambito del progetto TOCC-Transizione digitale del PNRR. Grazie a questo progetto MAD, che è l’archivio più grande dell’audiovisivo in Puglia, continuerà a crescere con la digitalizzazione e la catalogazione di nuovi fondi, cui farà seguito la messa on line di una digital library.

A raccontare la visione del progetto durante l’incontro intitolato “Custodire l’immateriale”, svoltosi giovedì 30 novembre al Cineteatro dell’Opera di Lucera e moderato da Felice Sblendorio, è stato proprio Luciano Toriello partendo dalla genesi di MAD. «L’idea di creare un archivio audiovisivo nasce nel 2018 in collaborazione con Annalisa Mentana e grazie al sostegno del bando “PIN – Pugliesi Innovativi” della Regione Puglia. In questi anni abbiamo ricevuto numerose donazioni di materiale da parte di tv locali e studiosi, che ci ha permesso di raggiungere circa 15mila ore di girato su nastro, che racconta la provincia di Foggia dal dopoguerra ai primi anni del secolo in corso. Ora con le politiche europee che mettono al centro la digitalizzazione degli archivi abbiamo la possibilità di ampliare il nostro lavoro, acquisendo nuovi fondi e creando l’archivio di famiglia, materiale in super 8 girato anche in maniera amatoriale ma che ci restituisce usi e costumi della nostra terra in maniera autentica. Tutto questo materiale sta avendo una seconda possibilità perché negli anni è stato usato in varie produzioni per la creazione di nuovi documentari».

A sottolineare la validità del lavoro svolto da MAD e del “Custodire l’Immateriale” è stato anche il Direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia Aldo Patruno (intervenuto in video collegamento), ricordando che con la legge 17/2013 la Regione Puglia ha istituito il patrimonio culturale immateriale. «C’è un dato che la dice lunga su quanto sia importante l’oggetto di questo appuntamento ed è che nei capitoli del PNRR in cui è impostata la strategia culturale, i 3 assi principali sono i borghi, le architetture e i paesaggi rurali, la digitalizzazione degli archivi. Quindi la memoria come elemento identitario di questi aspetti del paesaggio culturale è al centro delle politiche e degli investimenti. Questo vuol dire che tutto quello che abbiamo fatto, in tempi non sospetti, ha un grande valore».

«Questo interesse dell’Europa e del PNRR per gli archivi è una cosa che mi fa molto felice perché ha un grande significato civile”, ha evidenziato la docente universitaria e antropologa Laura Marchetti, anche lei in collegamento video, che ha aggiunto: «Vuol dire che l’Europa vuole recuperare la propria memoria e consegnarla alle nuove generazioni. C’è questo interesse anche in Africa e in America Latina, perché le culture che sono state alla periferia della Storia sentono la necessità di riprendersi, attraverso gli archivi, l’identità dimenticata».

Durante la serata sono stati proiettati alcuni filmati, selezionati dal ricco archivio di documenti audiovisivi frutto di acquisizioni e donazioni da parte di emittenti televisive locali, associazioni culturali, enti religiosi e privati cittadini. Clip tratte dal “Fondo Aldo Genovese”, che raccoglie materiale audiovisivo riguardante la Comunità francoprovenzale di Faeto; dal “Fondo Opera San Giuseppe”, tra cui anche quelle della costruzione del Cineteatro dell’Opera; dal “Fondo Della Valle” con i primi turisti che si recano alle Isole Tremiti; brevi estratti da alcuni filmini di famiglia che fanno parte di fondi di privati di Lucera (tra cui il “Fondo Montepeloso”) e scene del matrimonio di Teresa e Pietro, genitori di Toriello.

«Quando ho ritrovato un super 8 con su scritto “Matrimonio Teresa e Pietro” e ho visto per la prima volta mia madre e mio padre da giovani in movimento, ho capito subito che poteva nascere un bellissimo progetto sullo sguardo e le emozioni delle persone che si rivedono in filmati di un tempo passato nella loro personale storia», ha raccontato Luciano. È nato così il nuovo archivio di famiglia (che ha già acquisito molti fondi di famiglie), con la convinzione che anche le piccole storie, le piccole memorie, possono raccontare qualcosa di universale.

L’evento “Custodire l’Immateriale”, che rientra nelle attività di promozione di Lucera candidata a Capitale Italiana della Cultura 2026, ha visto la presenza del Vicesindaco e Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Monte Sant’Angelo Rosa Palomba, in nome dell’ideale ponte tra Monte Sant’Angelo, Capitale pugliese della Cultura 2024, e Lucera che potrebbe raccoglierne l’eredità nel 2025.

«L’archivio MAD nasce a Lucera ma ha un legame forte con Monte Sant’Angelo, città che ha dato la possibilità a Luciano Toriello di fare molta ricerca attraverso diverse attività, dal festival “Mònde” agli incontri formativi con le scuole fino ad un docufilm sulla restanza. Quando ci siamo candidati a Capitale Italiana della Cultura Luciano è entrato nel comitato tecnico scientifico, perché riteniamo che sia una risorsa importante per Monte Sant’Angelo. Sarà lui a seguire la residenza cinema nel 2024», ha sottolineato Rosa Palomba.

«Il lavoro che fa MAD è straordinario perché prendersi cura della memoria è qualcosa di veramente importante», ha ribadito Alessandra Cataleta, che insieme a Fabio Mollo ha curato la regia di “Semidei”, film realizzato in occasione delle celebrazioni dedicate al 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace. La proiezione del documentario, avvenuta dopo il dibattito su “Custodire l’Immateriale”, ha segnato l’inizio degli eventi della rassegna itinerante delle “Giornate degli Autori EXTRA in Puglia”, nata grazie all’accordo siglato tra la Società MAD e l’Associazione “Giornate degli Autori”.

All’incontro “Custodire l’Immateriale” sono intervenuti anche il sindaco di Faeto Michele Pavia, che ha raccontato il lavoro fatto da Toriello con “Matria” (ambientato a Faeto e dedicato all’isola linguistica francoprovenzale dei Monti Dauni) e Gianni Finizio, referente del fondo “Opera San Giuseppe”.

 

Custodire l’immateriale” è un’iniziativa finanziata dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR TOCC – Transizione digitale.

La rassegna “Giornate degli Autori EXTRA in Puglia” in accordo con l’Ass. “Giornate degli Autori” rientra nelle iniziative di “Mònde – Festa del Cinema sui Cammini” ed è realizzata con il sostegno di Regione Puglia, Apulia Film Commission, Apulia Cinefestival Network 2023. In collaborazione con Comune di Lucera, Comune di Monte Sant’Angelo, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, La Massarìa, ADTM.

CARTELLA STAMPA MAD – Custodire l’immateriale

 

Tutte le info su https://www.madproduzioni.it/